di Marko Petelin

In questi tempi di crisi economica per gli imprenditori è sempre più importante tutelare le proprie aziende mantenendo stabili gli equilibri interni ed esterni che possono diventare sempre più fragili fino a causare lo sgretolamento di impegni e sacrifici fatti in diversi anni di lavoro. Per fare ciò bisogna porre la massima attenzione ad ogni aspetto legato al reddito d’impresa, tra gli altri non di meno garantire che l’efficienza dei proprio collaboratori sia buona.

In particolare in Italia dove il fulcro del economia risiede nelle Piccole e Medie imprese molti sono del parere che per far sopravvivere ovvero far crescere le imprese gli amministratori dovrebbero avere maggiore libertà  nel controllare e scegliere i propri collaboratori, oltre chiaramente al discorso retorico delle minori tasse.

Fatto sta che intanto lo scorso 11 giugno 2015 è stato approvato il decreto attuativo del cosiddetto “Jobs Act” che di fatto cancella l'articolo 4 dello Statuto dei lavoratori sui controlli a distanza: "Accordo sindacale o autorizzazione ministeriale - si legge nel testo - non sono necessari per l'assegnazione ai lavoratori degli strumenti utilizzati per rendere la prestazione lavorativa, pur se dagli stessi derivi anche la possibilità di un controllo a distanza del lavoratore".

In poche parole  gli imprenditori potranno  prendere dei provvedimenti ufficiali nel confronto dei dipendenti provando la loro negligenza con strumenti di monitoraggio elettronico, cosa che può essere fatta sempre tutelando i principi fondamentali della privacy personale ed in particolare dei dati sensibili.

Il Jobs Act non è ancora efficace a livello operativo perchè richiede ancora il completamento del iter legislativo. Però forse sarà solo questione di poco tempo, infatti lo scorso 15 giugno sono stati pubblicati in Gazzetta Ufficiale i decreti attuativi 80 (Misure per la conciliazione delle esigenze di cura, di vita e di lavoro) e 81 (Disciplina organica dei contratti di lavoro e revisione della normativa in tema di mansioni) e sono in corso di completamento a partire dal 25 giugno 2015 (fonte leggioleggi.it/JobsAct)

Questa decisione del Governo come sempre ha creato il fronte dei favorevoli e dei bastian contrari, di chi vuole tutelare la propria privacy ed i diritti sindacali acquisiti negli anni e di chi auspica che  per mantenere vive e far crescere le aziende gli impegni di tutti devono essere solidali ed equi.

Quindi con il Jobs Act via libera all’uso di strumenti di tracciamento e identificazione automatica, come ad esempio tramite tecnologia RFID, biometria o altri sistemi di controllo tramite tablet, smart phone o pc aziendali.

Per approfondimenti: http://www.federprivacy.it/informazione/flash-news/1424-jobs-act-a-privacy-ok-a-controlli-indiretti-senza-filtro.html