Le nuove direttive dell'organizzazione specificano le modalità di prestazioni e l'utilizzo dei tag RFID EPC Gen2 progettati per il monitoraggio dei container, e sono destinate ai fornitori di tag e alle aziende di logistica.

I membri dei Gruppo d’Azione per il Settore dei Servizi di Trasporti & Logistica (Transportation & Logistics Services Industry Action Group - TLS IAG) della GS1 EPCglobal  hanno emesso questa settimana una serie di direttive specificando le capacità della prestazione e quelle fisiche insieme alle caratteristiche per i tag passivi RFID EPC Gen 2,  che sono destinati ai container che trasportano i articoli via mare, per ferrovia, oppure nei camion o rimorchi. Il materiale pubblicato, conosciuto anche come la Guida di Implementazione Tecnica per il Test Ambientale che riguarda i Tag usati per il Trasporto dei Beni (CAT), fornisce inoltre le linee guida sulle modalità in qui i tag devono essere allegati e codificati. Le direttive sono destinate a precisare tutti gli attributi, le caratteristiche e le capacità di prestazione che i tag CAT devono soddisfare per ogni tipo di container e le modalità di trasporto (autocarri e rimorchi, trasporto ferroviario o aereo). EPCglobal spera che i produttori di tag e le aziende che operano nel settore dei trasporti si avvarranno di queste specifiche, quando esamineranno e valuteranno i nuovi tag, aumentando di conseguenza l'affidabilità dei tag utilizzati per il processo di monitoraggio nel trasporto delle merci.

I membri del settore della logistica possono seguire le direttive durante il processo della valutazione e  esame dei tag, e nella loro codifica durante il processo di fissaggio ai contenitori. Inoltre, i fornitori di tag possono utilizzare le direttive come criteri  quando controlleranno  i propri prodotti per l’uso sui container.

Le società di logistica affrontano delle sfide nella gestione dei prodotti per i clienti, utilizzando una varietà di metodi di identificazione e di tecnologie, che vanno dai numeri manoscritti delle serie ai codici a barre e ai tag attivi e passivi RFID, spiega Tony Hollis, direttore incaricato per lo sviluppo del prodotto e l’innovazione all’Azienda di logistica Exel, una divisione di DHL Supply Chain Americas, e co-presidente del gruppo. Exel/DHL spediscono prodotti per altre aziende e tracciano tali prodotti usando dei tag RFID sui propri container. "Abbiamo scoperto che esistevano un sacco di standard diversi che venivano usati nel processo di etichettatura degli oggetti", dice Hollis, e il gruppo mirava a sviluppare un standard che le imprese come Exel/DHL, ma anche i loro clienti, potevano seguire con il scopo di taggare "questi beni in modo affidabile".

Attualmente le aziende utilizzano una varietà di metodi per monitorare i container e il loro carico, sia manualmente, utilizzando carta e penna,s ia tramite una tecnologia di identificazione automatica, come il codice a barra o la identificazione a radiofrequenza. "Certo che esiste una serie di opportunità di monitoraggio là fuori", afferma Hollis. "Volevamo vedere cosa potevamo fare per facilitare uno standard di modello che aiuterebbe tutti noi a non utilizzare più appunti [per i dati scritti a mano sui container]," garantendo l’esistenza di un sistema standard automatizzato RFID che tutti i membri della catena di fornitura potrebbero utilizzare.

Gli altri membri del gruppo di GS1 che ha contribuito alle direttive sono stati rappresentanti da iControl Inc., Damco, Boeing, SPAWAR Systems Center di San Diego e FedEx. Inoltre, dice Hollis, nel corso di molti anni di riunioni su standard tenute in tutto il mondo, "sono stati coinvolti in queste discussioni molti fornitori di tecnologia, di trasporto e fornitori di servizi, fabbricanti e rivenditori aziendali".

Il gruppo ha iniziato ad incontrarsi nel 2008 per discutere i criteri di prestazione dei tag, nonché i requisiti per i tag utilizzati dagli spedizionieri, tra i quali la necessità di operare in una certa gamma di condizioni ambientali, compreso il calore, la polvere, la situazione statica, il freddo, il ghiaccio e la umidità . "Abbiamo bisogno di un tag che sia in grado di funzionare in tutti questi tipi di condizioni", dice Hollis. I membri dei gruppi hanno discusso inoltre anche la natura dei dati, che dovrà essere memorizzata sui tag.  I membri hanno creato il protocollo per una piattaforma che offre la possibilità di ospitare gli attuali metodi di archiviazione dati, come la memorizzazione delle informazioni critiche specifiche che riguardano un container. Il protocollo prevede che i tag dovranno avere una zona di dati con opzione di sola lettura, codificata con un identificatore univoco, mentre una zona dei dati di lettura/scrittura opzionale potrà essere utilizzata, ad esempio, per registrare la lunghezza del container, così come il suo peso totale e la tara, oppure  il numero di pezzi che dovranno essere spediti.

Le linee di guida dettano dove dovrà essere allegato il tag ad ogni tipo di container – indicando, per esempio, che per un dispositivo di carica dell’unità (ULD) utilizzata sugli aerei, i tag devono essere situati nei binari nel bordo della base del container, adiacente ad un angolo. Il tag dovrà essere sicuro elettronicamente  e  resistente a prova di manomissione, installato con elementi di chiusura o adesivi approvati per tali usi, e con una durata minima di cinque anni oppure di  200.000 letture. Per di più, un lettore fissato RFID dovrà essere in grado di leggere un tag a una distanza fino ad almeno 5 metri (16,4 piedi).

Le direttive sono basate sui risultati di tre progetti pilota avviati da GS1, che hanno coinvolto il monitoraggio delle spedizioni tramite il sistema RFID attraverso una catena internazionale di fornitura (vedi Il “Progetto Pilota dei Trasporti e Logistica EPCglobal per Portare la Visibilità a un Livello Globale”).

“Per noi, le direttive offrono l'opportunità di migliorare il livello di soddisfazione dei clienti”, dice Hollis, garantendo un sistema standard di codifica che Exel/DHL potrà utilizzare per migliorare la visibilità sulla catena della fornitura.

EPCglobal ha rilasciato inoltre la sua Linea di Guida RTI (Tracciamento dei Pallet), sviluppato dal Gruppo di Interesse delle unità di Trasporto Restituibile (RTI) dell’organizzazione in questione. In questo caso il gruppo, che comprende le società produttrici di pallet oltre ai fornitori di servizi logistici, è concentrato sul processo che descrive il modo in qui applicare i tag RFID Gen 2 a pallet, roll-bar, contenitori restituibili di plastica, scatole che si usano per la carica e la spedizione di merci e contenitori di ingredienti. Le linee guida includono raccomandazioni per la chiave di identificazione (o il numero univoco di ID) usato per i tag, così come il posizionamento migliore dei tag per la lettura dei pallet taggati (due tag posizionati ad ogni angolo diagonale del pallet) in tutta la catena di fornitura, per esempio, nei punti in cui vengono scaricati i pallet da un veicolo in una zona di ricevimento merci e il modo in qui vengono letti in combinazioni singole e multiple dei pallet. Lo studio fatto da RTI ha inoltre preso in considerazione il modo in qui i pallet possono essere letti in caso di ritiro del prodotto, durante il processo della raccolta o quando un pallet è pronto per la spedizione.